Ieri, già futuro (fasc. LXXIV, N. 1)
Qual è il senso di un sodalizio che da oltre 150 anni scrive, dibatte, racconta di architettura, ingegneria e territorio, in una parola, di discipline politecniche? Desiderio di perpetuare la specie? Volontà di fare lobby per interessi professionali di categoria? O piuttosto la curiosità di guardare oltre la propria materia e professione? Propendiamo per la terza ipotesi. Varcare i confini personali fa incontrare altri e altro, aiuta a comprendere mondi diversi predisponendo il singolo al confronto, oltre alla gratificazione culturale e intellettuale derivata dalla vivacità di campo di volta in volta acquisita. Non si intende il perseguimento di quella cultura enciclopedica che produce erudizione sterile, bensì l’acquisizione di elementi che favoriscono il dialogo e la collaborazione, quasi sempre forieri di esiti fecondi. Un circolo virtuoso messo in luce con “Ieri, già futuro”, il ciclo di conferenze dedicato a Soci illustri della SIAT che con la loro competenza, lungimiranza e coraggio hanno contribuito allo sviluppo della conoscenza e della stessa città di Torino.
Ieri, già futuro
Beatrice Coda Negozio
Pietro Paleocapa: taglio e cucito
Laura Curino
Le contraddizioni creative. Galileo Ferraris tra passato e futuro
Vittorio Marchis
Una lezione dell’Eclettismo di Carlo Ceppi: negoziare la globalizzazione
Michele Bonino
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