Atti

La casa essenziale: Existenzminimum, bivacchi, Tiny Houses

Luca Gibello

Nel 2019 ricorre il centenario di fondazione del Bauhaus, mentre risale al 1928 la codificazione dell’Existenzminimum da parte dell’architetto Alexander Klein. Forse per via della tensione ideale che esprime, il tema dell’abitare minimo, nelle sue varie declinazioni (temporaneo, nomade ecc.), continua ad appassionare le culture del progetto nel tentativo di riconoscere il diritto alla casa e alla dignità di ogni essere umano. Il presente contributo non traccia una
genealogia delle numerose proposte e riflessioni sviluppate in quasi un secolo, bensì suggerisce tre chiavi di lettura del fenomeno (temporaneità, sperimentazione, industrializzazione), individuando nei bivacchi alpini un esito per molti versi emblematico. Di tutto ciò, i tradizionali processi dell’edilizia non hanno recepito sostanzialmente nulla.

 

The essential house: Existenzminimum, alpine bivouacs, Tiny Houses

2019 marks the centenary of the Bauhaus foundation, while codification of the Existenzminimum by the architect Alexander Klein dates back to 1928. Perhaps due to the ideal tension that expresses, the theme of minimal living, in its various forms (temporary, nomadic, etc.), it continues to move the cultures of the project in an attempt to recognize the right to housing and the dignity of every human being. The present contribution does not trace a genealogy of the numerous proposals and reflections developed in almost a century, but suggests three keys to the phenomenon (temporality, experimentation, industrialization), identifying in alpine bivouacs an emblematic result in many ways. Given all that, the traditional building processes have not substantially implemented anything.

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